Dignità e diritti: overview

Vuoi saperne di più del Social Watch? Comincia qui: una sintesi del rapporto uscito in allegato a Valori e Altreconomia.  [Scaricalo qui]

Rapporto europeo: migranti attori di sviluppo

Il primo Rapporto Social Watch Europeo prende in esame la relazione tra migrazioni e sviluppo e il ruolo degli immigrati.  Continua...

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Manila, Filippine: assemblea generale del Social Watch
Social Watch PhilippinesSocial Watch  definirà la sua strategia internazionale per i prossimi tre anni nell'assemblea generale che riunirà a Manila, nelle Filippine, dal 12 al 15 lulgio 2011, le varie componenti della rete. Rappresentanti designati dalle coalizioni nazionali provenienti da oltre 70 paesi di tutti i continenti parteciperanno all'incontro: gruppi di donne, attivisti dei diritti umani, sindacalisti e attivisti per la giustizia sociale, oltre ad altre reti regionali e internazionali. Durante la tre giorni, si discuterà delle nuove sfide prodotte dalla crisi globale e delle risposte della società civile.

Maggiori informazioni qui: www.socialwatch.org
 
Pari opportunità: a piccoli passi, quote rosa nelle aziende quotate Stampa E-mail

Dopo mesi di discussione, la montagna ha partorito il topolino.  Si tratta della legge che impone le quote rosa nei CDA delle aziende quotate in borsa o a partecipazione pubblica.  Annaquata rispetto alla versione approvata in prima lettura alla Camera lo scorso dicembre, rappresenta comunque una spinta nella giusta direzione.  Anche se alla fine, porterà numericamente poche donne in posizioni decisionali rilevanti (le aziende italiane quotate in borsa sono qualche centinaio), simbolicamente è un atto importante perché si cominci a spostare ed eventualmente eliminare il tetto di vetro che impedisce alla maggioranza delle donne italiane di avere pari diritti lavorativi, economici e di potere decisionale.  "A una prima stima della società Aliberti Governance le donne nei board italiani sono, dopo le ultime nomine, solo il 7,2% del totale, in crescita di poco meno del 6% rispetto al +6,8% del 2010. Nei collegi sindacali, invece, si è registrata una lieve frenata: 6,9% contro il 7% del 2010" (Il sole 24 ore).  La questione che andrà affrontata è quella relativa a tutte le altre aziende italiane e ai forti stereotipi culturali nella nostra società, dove la parità di genere è ancora tutta da conquistare (si veda l'inaudita decisione dell'azienda MaVib di Inzago in Brianza di licenziare solo le donne: "C'è la crisi, via le mamme. Tanto in famiglia il loro è sempre il secondo stipendio" (da Repubblica del 30.6.2011).  

Negli ultimi anni, il GEI (Gender Equity Index) - l'indicatore del Social Watch che misura l'equità di genere, continua a peggiorare. Occorreranno politiche ben più sostanziali per modificare la situazione.  Una proposta, fatta mesi fa dal Comitato Pari e Dispare, è quella di un'Authority indipendente per la parità di genere in attuazione della direttiva Ce 2006/54, su pari opportunità e parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego.

Il testo di legge prevede che, al primo rinnovo dopo dodici mesi dall'entrata in vigore, "un quinto dei posti dei board e dei collegi sindacali siano riservati al genere meno rappresentato. Al secondo e al terzo rinnovo, invece, si sale ad una quota pari ad un terzo dei membri dei cda. La sanzione per le società quotate inadempienti sarà un richiamo della Consob con tempo quattro mesi per adeguarsi. Al termine del periodo, qualora la società non avesse provveduto, è previsto un secondo richiamo della Consob e una multa pecuniaria che arriva fino a un milione per i cda. Se la quota non sarà rispettata dopo altri tre mesi il board o il collegio sindacale decadrà" (dal Sole 24 ore).

Le nuove norme entreranno a pieno regime nel triennio 2015-2018.  Quindi, prima di vederne i risultati passeranno ancora molti anni.

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