Dignità e diritti: overview

Vuoi saperne di più del Social Watch? Comincia qui: una sintesi del rapporto uscito in allegato a Valori e Altreconomia.  [Scaricalo qui]

Rapporto europeo: migranti attori di sviluppo

Il primo Rapporto Social Watch Europeo prende in esame la relazione tra migrazioni e sviluppo e il ruolo degli immigrati.  Continua...

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Bruxelles: un'altra strada per l'Europa
 "Un'altra strada per l'Europa" è il forum internazionale che si terrà al Parlamento europeo il 28 giugno, in parallelo al Consiglio d'Europa: reti di movimenti, esperti e associazioni presenteranno proposte concrete per cambiare rotta ed evitare il collasso dell'Europa.

Domenica il voto in Grecia, lunedì il G20 in Messico, poi il vertice europeo del 28 giugno a Bruxelles. In questi dieci giorni di fuoco si gioca il futuro dell’Europa e dei rapporti tra economia e politica: il potere della Germania, lo strapotere della finanza, il significato della democrazia. Iniziamo da dove questa è stata inventata, Atene. Dopo quattro anni di crisi devastante, c’è l’occasione per un voto democratico che spezzi la logica dell’austerità, mantenendo la Grecia nell’euro e nell’Europa. È la scommessa della sinistra di Syriza, che chiede a Bruxelles di rispettare la sovranità popolare e adattare le regole dell’economia ai valori della democrazia. Il ricatto dei potenti d’Europa è la minaccia di cacciata non solo dall’euro, ma anche dall’Unione europea.

Al G20, la Germania di Angela Merkel ha annunciato che non si smuoverà di un passo, chiedendo più rigore e un’Unione fiscale con i tratti di un protettorato tedesco sul continente. Gli altri europei vanno in ordine sparso, senza coraggio e con troppo affanno. Intanto ogni giorno la finanza alza il livello della speculazione: ora ha iniziato a chiedere rendimenti più alti sui titoli di stato tedeschi, non si fida neanche più di Berlino. Ma al G20 non ci sono intenzioni di andare a uno scontro con la finanza – imponendo tasse e restrizioni, banche private da lasciar fallire e controlli sui movimenti di capitali – che potrebbe arginare la crisi e ridare fiato a tutti i paesi.

Eppure si potrebbe fare: ridimensionare la finanza, e poi rilanciare l’economia, difendere il lavoro, ridurre le disuguaglianze, proteggere l’ambiente e la pace, praticare la democrazia. Sono questi i punti chiave di un’altra strada per l’Europa che sta emergendo nel mezzo della crisi. Sbilanciamoci! e il manifesto hanno lanciato un anno fa la discussione sulla “rotta d’Europa” aperta da Rossana Rossanda (ora in due e-book), hanno riunito 800 persone a Firenze il 9 dicembre 2011 all’incontro su La via d’uscita, dove è partito un appello europeo che disegna un’alternativa concreta.

Le reti europee di movimenti, esperti e associazioni si sono intrecciate e tutto questo è diventato ora un Forum internazionale, “Un’altra strada per l’Europa”, che si terrà il 28 giugno al Parlamento europeo.  Quasi un controvertice, il giorno di apertura del Consiglio europeo in cui si prenderanno decisioni chiave. L’ultima occasione, forse, per evitare il collasso dell’Europa. 

Le informazioni in cinque lingue sono su www.anotherroadforeurope.org.

[da Sbilanciamoci.info]

 
Ginevra: presentazione rapporto sulla violenza sulle donne in Italia
Per la prima volta è stato presentato alle Nazioni Unite un rapporto tematico sul femminicidio. Il 25 giugno 2012, nel corso della 20° Sessione del Consiglio dei Diritti Umani, presso la sede delle Nazioni Unitedi Ginevra, Rashida Manjoo - Special Rapporteur delle Nazioni Unite per il contrasto della violenza sulle donne - ha presentato il Rapporto tematico annuale sugli omicidi basati sul genere, ed il Rapporto sulla violenza sulle donne. Questo rapporto è il risultato di 10 giorni di investigazione e analisi condotta in Italia  lo scorso gennaio personalmente da Rashida Manjoo a gennaio 2012. Il Rapporto contiene dati, osservazioni e raccomandazioni alle istituzioni in materia di violenza sulle donne. 


Nella sede delle Nazioni Unite, si è anche tenuto un panel organizzato da Fondazione Pangea con "Lavori in corsa 30 anni CEDAW", Women's UN Report Network", "D.i.re" e "Giuristi Democratici" sui temi di: Violenza contro le donne, Femminicidio e Risoluzione UN 1325 in Italia.  Simona Lanzoni direttrice progetti di Fondazione Pangea e parte della Piattaforma CEDAW (la Convenzione contro ogni forma di discriminazione contro le donne) ha dichiarato durante la conferenza:  “Ci auguriamo che le raccomandazioni della Special Rapporteur  assieme a quelle del comitato CEDAW del 2011 rappresentino i pilastri guida su cui il  Dipartimento Pari Opportunità costruirà il prossimo Piano di Azione Nazionale contro al violenza sulle donne nel 2013 assieme alla società civile e DIRE la rete dei centri antiviolenza” e ha aggiunto: “Chiediamo una immediata ratifica della convenzione di Istambul al Governo e invitiamo la Ministra Fornero a esporsi su questo tema".  

D.I.R.E., la rete dei centri antiviolenza ogni anno accoglie circa 14.000 richieste di  aiuto da donne spesso accompagnate dai figli per uscire dalla violenza “Sono ancora tantissime coloro che non denunciano e altrettante che non riescono a ricevere supporto!”, ha sottolineato la Presidente Titti Carrano. 

Qui si possono trovare ulteriori informazioni e comunicati.

 
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Scarica il Rapporto internazionale 2012


Il rapporto internazionale in inglese (spagnolo o francese) è disponibile qui .

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La copia digitale del rapporto italiano 2012 (formato pdf) si può scaricare qui  o sfogliare online.

L'edizione precedente del rapporto è acquistabile nelle librerie e sul sito della casa editrice.

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