[Gianfranco Bologna, da www.misurareilbenessere.it]
Le conoscenze maturate dalle ricerche svolte, negli ultimi decenni, nell’ambito dell’Earth System Science e della scienza della sostenibilità, ci dimostrano chela salute e la vitalità dei sistemi sociali e quindi il loro benessere, dipende dallo stato di salute e di vitalità esistente nei sistemi naturali.
Immersi nella nostra vita quotidiana urbana non ci rendiamo conto di quanto la nostra esistenza dipenda dalla natura e dagli straordinari “servizi” che i sistemi naturali ci offrono gratuitamente e quotidianamente. Basta pensare ai nostri bisogni essenziali, l’aria che respiriamo o l’acqua che beviamo, a ciò che mangiamo e ai prodotti che utilizziamo ogni giorno.
La natura garantisce, con l’energia che proviene dal Sole e l’utilizzo di elementi chimici fondamentali, la produzione della materia organica che consente a tutta la vita presente sulla Terra, di esistere e di evolversi. E garantisce anche la formazione dei suoli, la composizione chimica dell’atmosfera, il ciclo dell’acqua, i grandi cicli biogeochimici (come quelli del carbonio, dell’azoto, del fosforo) , l’evoluzione della stessa ricchezza della vita sul pianeta cioè della diversità biologica o biodiversità, ecc.
Tutti i sistemi naturali del nostro pianeta sono in grado di autorinnovarsi e di generare la vita, ed è per questa capacità che gli ecologi li hanno definiti “Life-support Systems” (sistemi di supporto della vita) .
La nostra cultura dominante invece spinge a trascurare e spesso addirittura a ignorare la struttura, i processi e le funzioni svolte dai sistemi naturali.
I diritti sono alla base dello sviluppo sostenibile, ha detto Roberto Bissio, coordinatore internazionale del Social Watch, quando gli è stato chiesto di riassumere le conclusioni del nuovo rapporto di questa rete di organizzazioni della società civile, presentato il 9 dicembre 2011 presso la sede delle Nazioni Unite a New York, alla vigilia della Giornata mondiale per i Diritti Umani. Oltre sessanta analisi nazionali da coalizioni di cittadini indipendenti costituiscono il nucleo del rapporto Social Watch 2012, che quest'anno si concentra sui diritti delle generazioni future.
Social Watch chiede che le "agenzie di sviluppo bilaterali e multilaterali rispondano e siano responsabili per il loro impatto sui diritti umani".
"L'adozione e l'attuazione dell'approccio dei diritti umani è essenziale se vogliamo che lo sviluppo sostenibile diventi una realtà per tutti, specialmente per gli emarginati nel mondo", hanno osservato Miloon Kothari, ex relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto ad un habitat dignitoso e Shivani Chaudhry, direttore associato della Rete per il diritti alla casa e alla terra, in India.
"La mancata implementazione di questo approccio porterà a più fame, più espropriazione, più senza fissa dimora, mancanza di terra e degrado ambientale in tutto il mondo. L'impatto delle violazioni dei diritti sarà particolarmente grave per le donne, i bambini, i popoli indigeni, le comunità costiere, gli abitanti della foresta, i piccoli agricoltori, i lavoratori senza terra, e i poveri delle città ", hanno sottolineato entrambi.