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Istanbul, 6 ottobre 2009 – Agli incontri annuali della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale, in corso di svolgimento a Istanbul, la CRBM (Campagna per la Riforma della Banca Mondiale) denuncia le resistenze dei Paesi ricchi e del management delle istituzioni nel promuovere una autentica riforma delle istituzioni di Bretton Woods. Sulla base degli accordi raggiunti al G20 di Pittsburgh, la Banca mondiale ed l'Fmi si preparano a lanciare una serie di nuovi strumenti e prestiti senza un profondo cambiamento delle proprie politiche, che continuano a danneggiare i Paesi in via di sviluppo ed il clima.
Nonostante le parziali intese siglate al G20, lo scontro ancora aperto sulla riforma del sistema di governo interno delle istituzioni, in particolare della Banca mondiale, non ha permesso di raggiungere una decisione di tutti i governi sull'aumento delle risorse a disposizione della Banca mondiale. Sul fronte Fmi, i fondi erogati nei confronti dei Paesi più poveri per fronteggiare la crisi sono ancora pochi e in molti casi soggetti a condizioni economiche capestro.

Un recente studio della rete della società civile Eurodad, di cui la CRBM è membro, dimostra che ancora oggi l'Fmi impone condizioni che ostacolano la creazione di posti di lavoro, proprio quando il direttore del Fondo ammonisce il mondo sui rischi dell'aumento drammatico della disoccupazione nei prossimi mesi.

“E' singolare”, ha dichiarato Antonio Tricarico della CRBM, presente a Istanbul, “che il Fondo monetario e la Banca mondiale ci dicono che sono cambiati ed hanno grandi piani per far fronte alla crisi economica e sociale nei Paesi poveri e per finanziare misure contro i cambiamenti climatici nel Sud, e poi continuino imperterriti ad imporre condizioni economiche restrittive che impediscono un intervento pubblico nei Paesi poveri e a finanziare progetti a combustibili fossili che aumentano l'effetto serra.”

“E' difficile credere che sia avvenuta una vera riforma e che siano state imparate le lezioni della crisi. Oggi la principale ossessione rimane quella del sostegno al settore privato negli interventi di sviluppo più che la promozione di politiche di interesse pubblico” ha concluso Tricarico.
 
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