Attività

Conferenze   Conferenze
  Entra qui...
Formazione  Formazione
  Entra qui...
Pubblicazioni  Pubblicazioni
  Entra qui...
Advocacy   Advocacy
  Entra qui...
Multimedia   Multimedia
  Entra qui...
Banner
Una rete flessibile Stampa E-mail

In vista della partecipazione al “Social di Copenaghen” del 1995 le organizzazioni della società civile adottarono forme organizzative ad hoc e flessibili. Contrariamente all’esperienza di altre realtà internazionali, non fu creata alcuna struttura di governo, né comitato direttivo formale, né gruppo di coordinamento stabile. Le Ong preferirono scambiarsi informazioni e coordinare le attività in spazi aperti, orizzontali.
Un approccio considerato antesignano di quello in seguito adottato dal World Social Forum. Tanto che molte delle Ong che presero parte al Social Summit sono in seguito andate a costituire la spina dorsale del Social Watch.

Di conseguenza la struttura e il funzionamento della rete creata conserva molto della flessibilità e dell’apertura del processo da cui ha tratto origine. Oltre alle coalizioni nazionali, la rete è strutturata intorno a tre organismi: l’Assemblea generale, il Comitato di coordinamento e il Segretariato internazionale. Negli ultimi anni sono nate alcune strutture di coordinamento regionali e sub-regionali, considerate uno spazio di espressione e non un organismo di intermediazione per collegare il nazionale al globale.
La rete del Social Watch non è un’entità legalmente costituita e non ha un proprio statuto. È stato invece redatto un breve Memorandum d’intesa tra i gruppi nazionali e la rete Social Watch, alla base delle reciproche aspettative in materia di autonomia delle coalizioni nazionali e di processo decisionale democratico orizzontale.
Un principio essenziale che distingue il Social Watch da altre reti della società civile internazionale è la mancanza di un ente centrale che finanzia i suoi membri. Tali principi operativi contribuiscono ad evitare le tensioni tipiche dei rapporti tra finanziatori e finanziati (dal momento che non esistono finanziatori) e lo spreco di energie prodotto dalle lunghe discussioni in merito a questioni economiche e a problemi procedurali. Le coalizioni si organizzano come vogliono, o possono, in base alle condizioni di ogni Paese.
I membri delle coalizioni Social Watch sono estremamente diversi e comprendono istituti o centri di ricerca, Ong, organizzazioni di base, sindacati, gruppi di donne, organizzazioni rurali e altro. In Brasile, per esempio, il Social Watch opera attraverso il gruppo di riferimento di diverse organizzazioni sociali unite su diversi problemi nazionali. In Tanzania la piattaforma nazionale opera attraverso punti focali incentrati su leader di comunità e tende a incoraggiare il coinvolgimento della popolazione. Il caso della Thailandia è molto diverso: un gruppo centrale di cinque o sei organizzazioni che lavorano in stretta collaborazione. In india, invece, la rete è cresciuta a tal punto da produrre un proprio rapporto nazionale dettagliato – che viene presentato al Primo ministro in occasione di una cerimonia pubblica – e rapporti a livello di ogni Stato della federazione.
Dal momento che il rapporto del Social Watch può dedicare solo un paio di pagine ad ogni Paese ed è disponibile sono in inglese e in spagnolo, le coalizioni locali di Benin, Brasile, Germania, India, Italia e Filippine pubblicano rapporti nazionali più esaustivi e nelle rispettive lingue nazionali. In Libano, l’Arab Network for Development pubblica un rapporto che copre l’intera regione araba.

 
evden evenakliyeevden eve nakliyatevden eve

escort bursa escort ankara escort eskisehir