Il mondo delle pubblicità e degli slogan

Negli ultimi anni vi è stata una crescita esponenziale di tutto quello che concerne il mondo del web. Un accento particolare deve essere posto sulla relazione tra la rete e il modo di fare e gestire la pubblicità. Se prima tutto avveniva tramite radio, giornali, cartelloni e televisione, adesso ha preso sempre più campo l’universo online con i blog e soprattutto i social. Insomma il nostro cervello è continuamente tempestato da offerte di prodotti e servizi.

Senza ombra di dubbio, la prima cosa che richiama l’attenzione della gente – in questo ambito -, è l’aspetto estetico ovvero l’impatto visivo che un prodotto pubblicitario ha sui possibili clienti.

Accanto alle immagini vi deve essere una frase accattivante che entri e resti nella mente delle persone e che possa evocare uno stato d’animo. Una campagna pubblicitaria ben fatta fa in modo che questi elementi (immagine – slogan – prodotto) vengano recepiti e collegati tra loro dagli utenti.

  1. Pubblicitari italiani famosi
  2. Slogan: le frasi che sono entrate nella nostra quotidianità

Tra i grandi innovatori del mondo pubblicitario vi sono alcuni italiani che hanno attuato strategie vincenti.

  • Armando Testa
  • Oliviero Toscani e Benetton
  • Bruno Munari
  • Erberto Carboni

Armando Testa

Sicuramente uno dei grafici pubblicitari più conosciuti, tra i suoi lavori ricordiamo la pubblicità per l’Esselunga con i personaggi da lui inventati “John Lemon” e “Melanzana Jones”. Tantissime sono state le collaborazioni con grandi marchi che l’hanno visto protagonista come: Martini & Rossi, Borsalino e Pirelli.

I suoi prodotti sono esposti e conosciuti in tutto l’emisfero. Ha aperto un’agenzia di pubblicità grafica e televisiva che ha avuto come partner aziende della portata della Lavazza, Simmenthal e Lines.

Oliviero Toscani e Benetton

Tra le più belle e famose vi sono le pubblicità ideate da Oliviero Toscani per il gruppo Benetton. La forza di questi lavori stava nel portare tematiche importanti all’interno delle campagne. Così per quasi vent’anni – Olivieri – ha inserito temi come il razzismo e la violenza delle donne nei suoi lavori.

Proprio per questo senso realistico in cui vertono le sue opere, queste, sono state censurate e boicottate. Nonostante tutto, la grandezza di quest’uomo non può essere non riconosciuta, tanto che – per esempio – Benetton è divenuto uno dei cinque brand più importanti al mondo.

Bruno Munari

Artista, grafico, designer, tra i fondatori del MAC (movimento arte concreta). Le firme con cui ha collaborato sono tra le più conosciute, per citarne alcune: Danese, Olivetti, Mondadori e Campari. Proprio per quest’ultima ha ideato il “Manifesto Campari” nel 1962.

Erberto Carboni

Pubblicitario della RAI e di alcune industrie alimentari italiane e non solo: Motta, Barilla, Pavesi, Shell e Bertolli.

Il suo lavoro coinvolgeva tutti i passaggi marketing dell’azienda, dal packaging ai manifesti pubblicitari.

Slogan: le frasi che sono entrate nella nostra quotidianità

Come si diceva prima, bastano davvero poche parole per smuovere l’audience. Esprimere con un’unica frase valori e vantaggi di un determinato prodotto è una mossa vincente. Lo slogan deve essere breve, diretto, comprensibile e facile da decifrare, si può giocare con le parole e le loro sfumature, ma soprattutto si deve indicare la soluzione al desiderio degli utenti.

Occorre individuare la differenza tra il claim – ovvero lo slogan – e il pay-off.

Il primo rappresenta una frase legata a una precisa campagna pubblicitaria, quindi può variare. Il payoff è il testo posto sotto il logo e normalmente resta invariato. Un esempio è quello della Nike “Just Do It”.

Per creare un claim d’effetto è consigliabile rivolgersi a esperti del settore, nello specifico un copywriter e un art director. Si procede facendo un brainstorming in cui vengono esposti tutti i concetti che la mente collega al prodotto. È necessario, inoltre, conoscere il target e i valori del prodotto o del servizio per cui deve essere creato. Lo slogan deve essere il punto di congiunzione tra quello che vuole l’audience (un problema da risolvere, un’informazione, un desiderio) e l’azienda con i sui valori e le sue intenzioni.

Nonostante il claim debba rappresentare quanto descritto finora, non può offrire la spiegazione completa del prodotto. Deve essere breve, semplice, facile da ricordare, comprensibile, legato al brand, differenziato, unico, musicale e ritmato. Queste caratteristiche non permettono di elaborare un testo lungo, in cui si utilizzano minuti per la lettura, ma tutto deve essere agile, veloce e immediato.

Tra gli slogan a cui gli italiani sono più legati, che ormai sono entrati a fare parte della tradizione e vengono usati come battute nella vita quotidiana, vi sono:

  • Dove c’è Barilla c’è casa
  • Più bianco non si può
  • Che mondo sarebbe senza Nutella
  • Cosa vuoi di più della vita?
  • Crodino: l’analcolico biondo che fa impazzire il mondo
  • Cosa vuoi di più dalla vita? Amaro Lucano. Quel tocco italiano
  • Milano da bere. Amaro Ramazzotti.
  • Muller. Fate l’amore con il sapore.
  • La lavatrice vive di più con Calfort
  • Ferrero Rocher. Soddisfa la tua voglia di buono.