08/12/2022
Quanto conta l'abbigliamento in un colloquio di lavoro

Quanto conta l’abbigliamento in un colloquio di lavoro

Molte persone pensano che prestare attenzione all’abbigliamento in fase di colloquio sia soltanto un aspetto superfluo a cui non prestare molta attenzione. Quanto di più falso. E’ giusto pensare  che dovrebbero essere le nostre competenze a pesare di più sul piatto della bilancia ma è sbagliato convincersi che la fase di selezione non si accompagni a uno scrutinio altrettanto approfondito sulla nostra apparenza.

Il sito AgentScout, che tratta la ricerca di agenti di commercio e venditori affronta nello specifico questo tema troppo spesso sottovalutato da chi si presenta ad un colloquio di lavoro. In pochi forse sanno che anche in psicologia esiste un filone di ricerca interamente dedicato allo studio del rapporto tra psiche e vestiario: la psicologia dell’abbigliamento. Il modo in cui ci vestiamo può, infatti, influenzare il nostro umore e la nostra autostima ma anche la percezione che gli altri hanno di noi. Vestirsi in un certo modo può trasmettere agli altri molto della nostra personalità, non a caso la moda è uno degli elementi più presenti nella struttura sociale, capace di identificare lo status economico di una persona e le sue possibilità di successo.

Per questo siamo spesso portati a prestare molta attenzione a quello che indossiamo tutti i giorni e a seconda delle occasioni, come appunto potrebbe essere quella di un colloquio di lavoro.

Perché curare il nostro aspetto?

Quella che spesso indichiamo come “bella presenza” è un elemento di valutazione che viene spesso preso in considerazione durante i colloqui. Una cosa che spesso non viene considerata è che curare il nostro aspetto è un indicatore che trasmette a chi abbiamo davanti anche quale potrebbe essere il nostro approccio al lavoro. Diamo il giusto peso ai dettagli? Siamo meticolosi? Si tratta di elementi che la persona che deve selezionare il personale, sarà portato a prendere in considerazione per formarsi un’idea su di noi, che prescinda dal curriculum. Allo stesso tempo, se siamo nella posizione di chi assume, il nostro abbigliamento fornirà alla risorsa un’idea del tipo di azienda per cui si sta candidando e dei valori di cui si fa portatrice.

Va detto che una persona è, senza dubbio, molto di più del modo in cui appare. Sotto lo strato più superficiale, c’è un mondo stratificato di esperienze, competenze e abilità in grado di fare la differenza. Questo però non deve farci sottovalutare il nostro aspetto, soprattutto quando affrontiamo un colloquio con degli sconosciuti che in pochi minuti devono avere una prima impressione di noi. Dovranno pur basarsi su qualcosa per elaborare un giudizio (anche solo parziale) sulla nostra persona. Quindi presentarsi con quella “bella presenza” di cui parlavamo prima sarebbe già un primo passo molto importante. D’altronde se nessuno andrebbe a un primo appuntamento in bikini, possiamo supporre che lo stesso valga per un colloquio.

Come vestirsi ad un colloquio?

Insomma, come dobbiamo vestirci ad un colloquio di lavoro? Non esiste una “divisa del colloquio”: un abbinamento che vada bene per tutti e per tutte le occasioni. Non esiste un outfit predefinito, sennò non avremmo alcun margine per mostrare la nostra personalità. Certamente possiamo spaziare ma bisogna essere bravi a farlo con intelligenza. Dobbiamo pensare bene a scegliere un vestito che ben si sposi col tipo di lavoro per il quale vogliamo candidarci. Così, infatti, favoriremo in chi sta dall’altra parte l’impressione di avere di fronte la persona in grado di soddisfare proprio i suoi bisogni.

In fase di colloquio, un creativo non dovrebbe presentarsi in giacca e cravatta come fosse un agente di vendita, oppure un agente di vendita con delle fantasie colorate. Questo perché un candidato che spera di lavorare nel mondo delle animazioni e delle illustrazioni dovrà preferire un abbigliamento in linea con ciò che vuole esprimere: fantasia, creatività, dinamismo ed energia. Un agente di vendita o un rappresentante commerciale riuscirà invece a trasmettere affidabilità, professionalità e serietà proprio optando con un outfit semplice ma formale.

Come comportarsi durante un colloquio?

Durante il colloquio di lavoro, va considerato poi anche un altro aspetto molto importante ai fini della nostra possibile assunzione: il nostro atteggiamento. Come comportarsi ad un colloquio di lavoro? Intanto possiamo dire che la moderazione è la prima cosa a cui fare attenzione: non dobbiamo essere né troppo formali né troppo stravaganti, perché potremmo attirare l’attenzione verso di noi in senso negativo. Se proprio volessimo rimanere impressi al recruiter per il nostro modo di vestire, potremmo scegliere un dettaglio che faccia la differenza e dove possa cadere l’occhio di chi ci valuta: un accessorio, un tessuto a fantasia particolare, un colore acceso. Il tutto però deve essere correttamente bilanciato da una buona dose di sobrietà.

L’abbigliamento non serve soltanto a comunicare con gli altri, ma anche a rinsaldare convinzioni e punti di forza. Quando andiamo ad un colloquio in ogni caso dobbiamo chiederci se quello che indossiamo sia davvero adatto a noi oppure no. Questo per non rischiare di sentirsi troppo insicuri, indossando qualcosa che non ci rappresenti. Quindi vediamo di scegliere gli abiti che ci valorizzino come persona e come professionista, questo vale sia che si sia nella posizione di chi assume sia  nella posizione di chi cerca lavoro.

Ovviamente nessun accostamento cromatico né ultima tendenza può assicurare che il colloquio vada a buon fine e questo vale sia per la risorsa sia per il recruiter. Ciò non significa che sia un elemento da sottovalutare. Le nostre scelte, in fondo, ci dicono chi siamo.