Come si interfaccia la normativa con la cartella clinica elettronica

Il mondo è al centro di una serie di cambiamenti fondamentali. La tecnologia, grazie ai suoi innumerevoli avanzamenti, si sta insediando pian piano in molteplici ambiti, diventando in questo modo uno strumento imprescindibile per l’esplicazione di innumerevoli faccende quotidiane.
Poste in essere siffatte premesse, è pacifico affermare che anche le strutture pubbliche si stiano avviando, già da diversi anni a questo parte, verso un processo di digitalizzazione costante, che riguarda le circostanze più varie. Le strutture sanitarie, infatti, si stanno attrezzando per dare una forma concreta alla cartella clinica elettronica, (Savino Solution spiega cos’è) uno strumento indispensabile per poter monitorare l’evoluzione clinica di un paziente.
Contrariamente a quanto si possa pensare, questo strumento oggi è ampiamente utilizzato in molteplici strutture sanitarie, favorendone così in maniera più rapida la definitiva diffusione. Tuttavia, è importante tenere a mente che dietro questo processo di digitalizzazione c’é un lavoro burocratico non indifferente che tiene conto di una serie di normative particolari e circoscritte.

Cartella clinica elettronica: come funziona

La cartella clinica elettronica contiene tutti i dati del paziente, sia per quanto concerne la parte anagrafica, sia per quella clinica.
Le Pubbliche Amministrazione, al fine di fornire un servizio efficiente e di alta qualità, sono tenuti infatti ad osservare una serie di criteri concernenti la praticità e la velocità della redazione degli atti, facendo sì che tutto il lavoro venga adeguatamente digitalizzato.
Il motivo principale per cui questo accade, è che in tal modo si può assicurare una conservazione dei documenti a lungo termine, evitando inoltre di ingolfare inutilmente enormi archivi con tonnellate di faldoni e di carta.
Un vero e proprio processo di svecchiamento, dunque, che ha come scopo principale quello di facilitare ogni singolo procedimento amministrativo.
La cartella clinica elettronica, però, è regolamentata da una serie di normative che certifichino in ogni caso l’autenticità dei documenti, andando così a sostituire definitivamente delle procedure obsolete e non più in grado di fornire un servizio consono.

A cosa serve la cartella clinica elettronica

La cartella clinica elettronica è a tutti gli effetti un atto pubblico che, in quanto tale, deve essere adeguatamente compilato e curato in ogni sua parte del responsabile del procedimento (ossia un dirigente che, nel caso di una struttura sanitaria, si identifica con il primario). Questo documento, di importanza praticamente fondamentale, ha come scopo principale quello di descrivere accuratamente tutte quelle che sono le terapie intraprese dal paziente, al fine di circoscrivere nella maniera più precisa possibile l’evoluzione della sua patologia da un punto di vista clinico.
Affinché, però, un atto sostanzialmente digitale abbia un vero e proprio valore legale, è necessario fare in modo che sia in possesso di determinati crismi, ognuno dei quali essenziale per garantirne l’effettiva autenticità affinché possa assurgere senza problemi alla dignità di atto pubblico.
La figura che deve occuparsi di garantire che gli atti digitali siano validi, è il Responsabile della Conservazione che cura tutti i dettagli relativi al procedimento.

In una società dove il computer è lo strumento essenziale per poter gestire tutto quello che è il flusso di informazioni che ogni giorno passano attraverso le strutture pubbliche, è stata emanata un’apposita normativa che curi il rapporto delle Pubbliche Amministrazioni con la tecnologia. Il Decreto Legislativo del 7 Marzo 2005, n.82, infatti, ha come scopo principale quello di codificare i crismi concernenti l’amministrazione digitale, così da fornire tutti gli strumenti necessari ad assicurarne l’effettiva validità.
Grazie al fondamentale apporto fornito dalla tecnologia, dunque, la cartella clinica elettronica è una realtà ormai ampiamente diffusa, mediante la quale il medico responsabile può avere sempre sotto controllo la storia clinica del paziente, facilitando in questo modo i processi di cura e di diagnosi delle patologie coinvolte; un mezzo, dunque, praticamente fondamentale che ha velocizzato innumerevoli procedure garantendo comunque un risultato efficiente.

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