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Rapporto Spotlight on Sustainable Development 2017 E-mail

Il Rapporto internazionale Social Watch 2017 si intitola "Reclaiming policies for the public" e passa in rassegna e analizza l'implementazione dell Agenda 2030 delle Nazioni Unite, gli ostacoli strutturali e le sfide che sono fattori chiave per il successo degli SDG - Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. E' per questo che il Reflection Group on the 2030 Agenda for Sustainable Development assieme ad altre organizzazioni e reti della società civile ha prodotto il primo Spotlight Report, che si può trovare sul sito internazionale socialwatch.org o scaricare qui.

 
Rapporto internazionale Social Watch 2014 E-mail

SW 2014 report coverIl rapporto Social Watch 2014, presentato il 9 Luglio a New York durante la riunione ministeriale del High Level Political Forum dell'ONU, è una sintesi dei 50 rapporti paese e un'analisi delle dinamiche globali da parte di organizzazioni della società civile. Il rapporto è intitolato “Ends and Means” (Fini e Mezzi) e riporta il monitoraggio su governi nazionali e istituzioni internazionali rispetto all'implementazione degli impegni che hanno preso di sradicare la povertà, raggiungere l'equità di genere e promuovere lo sviluppo sostenibile.

Il vecchio dibattito sui mezzi e sui fini normalmente ha a che vedere con le procedure inaccettabili che si vogliono legittimare perché i fini le giustificherebbero. Non più. Nel dibattito internazionale attuale sugli Obiettivi di sviluppo delle Nazioni Unite, i "fini" sono obiettivi così limitati che non richiedono alcun vero sforza da parte di nessuno. "Nessun mezzo è necessario se gli obiettivi sono senza significato" ha commentato il coordinatore internazionale Roberto Bissio al lancio del Rapporto.

Si possono trovare maggiori informazioni sul sito internazionale.

 
Rapporto 2012: Diritto a un futuro

 

Pubblicato il Rapporto Annuale 2012 di Social Watch Italia. Dall’analisi della situazione socio-economica alle richieste concrete per un’uscita alternativa dalla crisi.

“Si tratta di misure alla portata del nostro Paese. Non realizzarle significa assumersi la responsabilità di negare il diritto a un futuro”. Con queste parole Jason Nardi, portavoce del Social Watch Italia, accompagna le raccomandazioni formulate dalla coalizione nel Rapporto italiano 2012, intitolato proprio “Diritto a un futuro”.

Le richieste sono suddivise in base all’ambito cui si riferiscono. Dal punto di vista economico troviamo il sostegno all’occupazione, gli incentivi per lo sviluppo di produzioni e consumi verdi, quelli per le imprese che investono in settori di produzione ad alta qualificazione, una tassa dello 0,05% sulle transazioni finanziarie e un’altra sui grandi patrimoni. Dal punto di vista sociale, l’ampliamento delle risorse destinate all’assistenza sociale e alla lotta alla povertà, la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali, la protezione immediata per le donne vittime di violenza, maggiori e migliori aiuti alla cooperazione internazionale. Infine, dal punto di vista della sostenibilità ambientale si chiedono adeguati stanziamenti per interventi di cura del patrimonio idrogeologico e di prevenzione del rischio, l’intervento per la realizzazione delle piccole opere, una strategia nazionale di riduzione delle emissioni di anidride carbonica a lungo termine, il conseguimento al più presto dell’obiettivo stabilito per l’Italia nel primo periodo dell’applicazione del Protocollo di Kyoto (riduzione del 6,5% rispetto alle emissioni del 1990), l’inserimento nel Codice penale italiano della voce “Delitti ambientali” e il rafforzamento dell’offerta dei servizi di trasporto pubblico locale per i cittadini.

 

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Bruxelles: un'altra strada per l'Europa
 "Un'altra strada per l'Europa" è il forum internazionale che si terrà al Parlamento europeo il 28 giugno, in parallelo al Consiglio d'Europa: reti di movimenti, esperti e associazioni presenteranno proposte concrete per cambiare rotta ed evitare il collasso dell'Europa.

Domenica il voto in Grecia, lunedì il G20 in Messico, poi il vertice europeo del 28 giugno a Bruxelles. In questi dieci giorni di fuoco si gioca il futuro dell’Europa e dei rapporti tra economia e politica: il potere della Germania, lo strapotere della finanza, il significato della democrazia. Iniziamo da dove questa è stata inventata, Atene. Dopo quattro anni di crisi devastante, c’è l’occasione per un voto democratico che spezzi la logica dell’austerità, mantenendo la Grecia nell’euro e nell’Europa. È la scommessa della sinistra di Syriza, che chiede a Bruxelles di rispettare la sovranità popolare e adattare le regole dell’economia ai valori della democrazia. Il ricatto dei potenti d’Europa è la minaccia di cacciata non solo dall’euro, ma anche dall’Unione europea.

Al G20, la Germania di Angela Merkel ha annunciato che non si smuoverà di un passo, chiedendo più rigore e un’Unione fiscale con i tratti di un protettorato tedesco sul continente. Gli altri europei vanno in ordine sparso, senza coraggio e con troppo affanno. Intanto ogni giorno la finanza alza il livello della speculazione: ora ha iniziato a chiedere rendimenti più alti sui titoli di stato tedeschi, non si fida neanche più di Berlino. Ma al G20 non ci sono intenzioni di andare a uno scontro con la finanza – imponendo tasse e restrizioni, banche private da lasciar fallire e controlli sui movimenti di capitali – che potrebbe arginare la crisi e ridare fiato a tutti i paesi.

Eppure si potrebbe fare: ridimensionare la finanza, e poi rilanciare l’economia, difendere il lavoro, ridurre le disuguaglianze, proteggere l’ambiente e la pace, praticare la democrazia. Sono questi i punti chiave di un’altra strada per l’Europa che sta emergendo nel mezzo della crisi. Sbilanciamoci! e il manifesto hanno lanciato un anno fa la discussione sulla “rotta d’Europa” aperta da Rossana Rossanda (ora in due e-book), hanno riunito 800 persone a Firenze il 9 dicembre 2011 all’incontro su La via d’uscita, dove è partito un appello europeo che disegna un’alternativa concreta.

Le reti europee di movimenti, esperti e associazioni si sono intrecciate e tutto questo è diventato ora un Forum internazionale, “Un’altra strada per l’Europa”, che si terrà il 28 giugno al Parlamento europeo.  Quasi un controvertice, il giorno di apertura del Consiglio europeo in cui si prenderanno decisioni chiave. L’ultima occasione, forse, per evitare il collasso dell’Europa. 

Le informazioni in cinque lingue sono su www.anotherroadforeurope.org.

[da Sbilanciamoci.info]

 
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